ANIE Rinnovabili: un bilancio positivo ma non definitivo
Il 7 settembre 2026 ANIE Rinnovabili, la federazione delle imprese del
fonti rinnovabili del settore elettrico, ha presentato un’analisi sullo stato
del mercato italiano delle rinnovabili. Grazie a un “tesoretto” di +1,6 GW
accumulato nel 2025, l’Italia sembra sul punto di centrare l’obiettivo di
burden sharing 2026. Tuttavia, questo risultato rappresenta solo un punto di
partenza: l’effettiva velocità di nuove installazioni determinerà il successo della
transizione energetica del Paese nei prossimi anni.
Il surplus 2025 e le sfide del burden sharing 2026
Il concetto di burden sharing riguarda la ripartizione regionale degli obiettivi
sulle rinnovabili, una formula che punta a distribuire equamente l’impegno tra le Regioni.
Grazie ai 1,6 GW di eccesso rispetto alla soglia prevista, l’Italia ha un margine di tempo per
mettere a punto iter autorizzativi e connessioni alla rete. Tuttavia, senza un’accelerazione
strutturale, il surplus rischia di esaurirsi molto in fretta, facendo slittare gli obiettivi
nazionali e indebolendo la fiducia degli investitori.
Obiettivi 2027-2030: la scalata verso i 15 GW
ANIE Rinnovabili ha fissato una traiettoria sfidante per i prossimi anni: 10 GW nel
2027, 11 GW nel 2028, 13 GW nel 2029 e addirittura
15 GW nel 2030. Raggiungere questi traguardi significa moltiplicare
rapidamente le installazioni di impianti fotovoltaici ed eolici. Il presidente Giovanni
Cristini sottolinea che la vera sfida non è superare il 2026, ma garantire un ritmo costante
di crescita, anno dopo anno, per arrivare in tempo alle scadenze del piano energetico e agli
impegni europei.
Ostacoli e soluzioni per un’installazione rapida
Le principali barriere sono legate ai tempi lunghi degli iter autorizzativi,
alle difficoltà di connessione alla rete elettrica e alle incertezze normative. Ogni rallentamento
nelle procedure locali affossa gli investimenti e riduce la fiducia degli operatori. Per
superare questi limiti, servono:
- Snellimento amministrativo e digitalizzazione delle pratiche.
- Potenziamento delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione.
- Incentivi stabili e meccanismi di sostegno alle rinnovabili.
Solo così il mercato italiano potrà continuare a crescere in modo sostenibile e
attrarre capitali privati.
Verso una crescita strutturale: cosa serve
Per trasformare il risultato positivo del 2025 in una solida base di partenza, è fondamentale
mettere in campo un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e utility. Occorrono:
continuità nelle politiche di sostegno, progetti di formazione per nuovi operatori del settore,
e infrastrutture di rete potenziate. Solo un modello di sviluppo che unisca velocità,
qualità delle autorizzazioni e stabilità degli incentivi potrà garantire all’Italia di
conquistare un ruolo di primo piano nella transizione energetica europea.
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